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Storia

Da quale disciplina deriva il nippon jujitsu? Il legame antico che spiega molte tecniche moderne

📅 15 Agosto 2026✍️ di Raffaele Ciribelli⏱️ 4 min di lettura

Quando inizio a raccontare la storia del nippon jujitsu ai miei allievi, vedo sempre lo stesso sguardo di stupore. Credono che questa disciplina sia nata dal nulla, come un’arte marziale esclusivamente giapponese. Ma la realtà è molto più affascinante: il nippon jujitsu non è il punto di partenza, bensì l’evoluzione straordinaria di qualcosa di ancora più antico, qualcosa che affonda le radici in un’altra disciplina completamente diversa.

La risposta a questa domanda mi accompagna da quarant’anni di pratica nelle arti marziali. Da allievo confuso a insegnante, ho sempre cercato di capire il perché delle tecniche, il loro significato profondo, il collegamento tra i movimenti e la loro origine storica. Oggi voglio condividere con te questa scoperta straordinaria.

Le origini nel jujitsu tradizionale giapponese

Comincio col chiarire subito la confusione terminologica. Quando parliamo di “nippon jujitsu”, ci riferiamo specificamente alle forme più recenti e codificate della lotta giapponese, quella che emerge con forza tra il XVII e il XIX secolo. Ma da dove viene effettivamente?

Bisogna tornare indietro di secoli, fino al periodo medievale del Giappone. In quel contesto, i samurai sviluppavano tecniche di combattimento corpo a corpo chiamate genericamente “jujitsu” – letteralmente “via della flessibilità”. Però questo termine era incredibilmente generico. Diverse scuole, diverse regioni, diverse famiglie di guerrieri praticavano versioni leggermente diverse della stessa disciplina.

Il nippon jujitsu rappresenta una standardizzazione, una modernizzazione di queste pratiche antiche. Non nasce dal nulla, ma è l’evoluzione consapevole di tecniche di lotta che risalgono a civiltà molto più remote.

Il vero antenato: la lotta antica e il jiujitsu cinese

Eccoci al punto fondamentale. Il nippon jujitsu non deriva esclusivamente da una “disciplina”, ma piuttosto da un insieme di arti marziali cinesi che penetrarono in Giappone già nel periodo Tang, attorno al VII-VIII secolo. La maggior parte degli studiosi, incluso chi scrive, riconosce nel jiujitsu cinese – conosciuto come “shuai jiao” o “qinna” nelle forme più complesse – il vero precursore.

Immagina di avere a disposizione un vasto repertorio di tecniche di proiezione, di leva articolare, di controllo del corpo altrui. Questo è quello che i monaci buddhisti cinesi e i maestri d’arme svilupparono nel corso di millenni. Quando questi insegnamenti attraversarono il mare verso il Giappone, i guerrieri locali li adattarono alle loro esigenze specifiche, alle loro armi, al loro contesto culturale.

Così nacque il jujitsu giapponese autentico. Non era copia fedele, ma reinterpretazione intelligente di principi universali della lotta. Con il tempo, il nippon jujitsu divenne qualcosa di autonomo e riconoscibile, pur conservando l’impronta di quegli insegnamenti originari cinesi.

Perché questo legame antico spiega le tecniche moderne

Ora, hai mai notato come le stesse tecniche compaiano in discipline apparentemente diverse? Se guardi un allenamento di Jiudo contemporaneo, vedi proiezioni che assomigliano sorprendentemente a quelle del nippon jujitsu. Se studi Aikido, scopri principi di leva e controllo identici.

Questo non è casuale. Tutte queste arti derivano dalla stessa fonte originaria, da quei principi cinesi antichissimi di sfruttamento dell’equilibrio, di controllo delle articolazioni, di utilizzo della forza dell’avversario contro sé stesso.

Quando ti spiego a un mio allievo over 40 – magari una persona che non ha mai toccato un tatami prima – che una leva al polso funziona secondo il principio della leva meccanica universale, la resistenza cessa. Non è magia orientale misteriosa. È biomeccanica applicata al corpo umano.

Il nippon jujitsu che insegno oggi incorpora questi principi originari cinesi in una forma raffinata, sistematizzata, codificata dal rigore giapponese. Ogni movimento, anche quelli che sembrano più arcani, ha una ragione scientifica che affonda le radici in millenni di sperimentazione pratica.

L’evoluzione da arte guerriera a sport moderno

Un aspetto affascinante che non posso tralasciare è come il nippon jujitsu si sia trasformato nel corso dei secoli. Durante il periodo Edo, quando la pace regnava sul Giappone, le arti marziali persero rilevanza militare immediata e divennero pratiche filosofiche, di auto-perfezionamento.

Poi arrivò il periodo Meiji, l’incontro con il mondo occidentale, la modernizzazione. Il nippon jujitsu fu formalizzato ulteriormente. Nel 1882, Jigoro Kano creò il jiudo estraendo dal jujitsu tradizionale i principi considerati più utili e sicuri, fondando una scuola con regole precise.

Quello che voglio che tu capisca è questo: il nippon jujitsu che vediamo oggi, quello che insegno nei miei workshop per adulti, non è una reliquia del passato. È il risultato di una catena ininterrotta di adattamenti intelligenti, partendo da quei fondamentali cinesi antichi, passando per il rigore dei samurai, fino all’evoluzione moderna.

Perché conoscere questa storia cambia il tuo approccio

Da quarant’anni insegno arti marziali. Quello che ho imparato è che quando capisci l’origine reale di una tecnica, quando sai da dove viene e perché è stata sviluppata, il tuo corpo la apprende diversamente.

Non stai memorizzando movimenti casuali. Stai facendo parte di una tradizione che ha attraversato culture, periodi storici, evoluzioni sociali. Stai praticando qualcosa che ha dimostrato efficacia per millenni.

Il nippon jujitsu, insomma, non deriva da una singola disciplina, ma da un complesso intreccio di insegnamenti cinesi antichissimi reinterpretati dal genio pratico giapponese. Conoscere questo legame non è semplice erudizione. È la chiave per comprendere veramente quello che stai facendo ogni volta che sali su un tatami.

Raffaele Ciribelli

Raffaele pratica arti marziali da quarant’anni. Esperto di aikido e jiu jitsu, condivide racconti e memorie sulle differenze tra le scuole tradizionali e il panorama moderno. Ha organizzato workshop per adulti over 40 che si avvicinano alla disciplina.

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