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Incontri interstile di nippon jujitsu: come imparare dai praticanti di altre discipline marziali

📅 29 Agosto 2026✍️ di Giuseppe Lari⏱️ 4 min di lettura

Gli incontri interstile rappresentano un’opportunità straordinaria per chi pratica nippon jujitsu. Non parlo di competizioni ufficiali, ma di quei momenti preziosi in cui puoi condividere il tatami con praticanti di altre discipline marziali. In questi anni di insegnamento, ho visto come l’apertura mentale verso discipline diverse trasformi completamente l’approccio al jiu jitsu.

Quando ho abbandonato l’insegnamento del judo per dedicarmi completamente al jiu jitsu brasiliano, pensavo di aver già capito tutto sulla lotta. Mi sbagliavo. Gli incontri interstile mi hanno insegnato lezioni che nessun seminario internazionale avrebbe potuto trasmettermi.

Perché gli incontri interstile funzionano

La ragione è semplice: ogni disciplina marziale ha sviluppato soluzioni uniche a problemi comuni. Un judoka risolve la proiezione in modo diverso da un lottatore di Greco-romana. Un praticante di kung fu affronta la distanza con angolazioni che un jiujitsuka tradizionale non considera nemmeno. Quando entri in contatto con questi approcci, il tuo gioco si amplia in modo esponenziale.

Recentemente, un collega lottatore di Greco-romana mi ha insegnato il valore della gestione della postura verticale. Nel nippon jujitsu, spesso cerchiamo di portare l’avversario a terra il più velocemente possibile. Lui mi ha dimostrato come controllare l’equilibrio senza committarsi completamente nella proiezione. È stato un cambio di paradigma nel mio insegnamento.

Gli incontri interstile funzionano perché creano uno scambio autentico. Non si tratta di dominare, ma di comprendere. Il rischio di ferita è più basso rispetto a una competizione, l’atmosfera è di collaborazione. Chi partecipa a questi incontri lo fa per curiosità e crescita personale, non per vincere un trofeo.

Come imparare dai judoka e dai lottatori

Il judo, considerato la madre del nippon jujitsu moderno, mantiene insegnamenti che molti jiujitsuka occidentali hanno dimenticato. La fluidità nei cambi di tecnica, la preparazione dell’avversario con finte e movimenti apparentemente scoperti: il giudoka vede queste cose come naturali.

Quando pratichi con un judoka, non cercare di competere nel suo gioco. Invece, osserva come mantiene la connessione con i tuoi vestiti. Nota come prepara il corpo prima di attaccare. Nel nippon jujitsu, molti praticanti attaccano direttamente senza questa fase preparatoria. Il risultato è tensione inutile e tecnica meno efficiente.

Con i lottatori, il discorso cambia. Loro hanno sviluppato il controllo del posizionamento del corpo a un livello che il jiu jitsu spesso sottovaluta. Mi è capitato di recente di affrontare un ex lottatore di 23 anni durante un incontro interstile. Non riuscivo a mantenerlo a terra. Non per mancanza di forza, ma perché non comprendevo veramente come gestire il suo baricentro. In tre minuti ho imparato più di quanto avrei imparato in un mese di lezioni standard.

Gli errori da evitare negli incontri interstile

Il primo errore è l’atteggiamento competitivo. Se entri nel tatami con l’intenzione di “vincere” contro un lottatore o un judoka, perderai l’opportunità di apprendimento. Questi incontri funzionano quando entrambi i praticanti sono disposti a rallentare, a fermarsi per spiegare una tecnica, a riprovare da capo.

Il secondo errore è l’arroganza tecnica. Ho incontrato jiujitsuka che pensavano che il loro sistema fosse superiore a tutti gli altri. Quando si trovano di fronte a un judoka esperto che li proietta ripetutamente, spesso cercano di combattere il sistema piuttosto che comprenderlo. È un atteggiamento che blocca completamente l’apprendimento.

Il terzo errore, che vedo frequentemente nei seminari internazionali che ho frequentato, è la mancanza di adattamento. Non puoi applicare le tue tecniche di jiu jitsu contro un lottatore come se stesse sul tatami di una palestra di BJJ. La dinamica è diversa. La struttura del corpo è diversa. Devi adattare, sperimentare, fallire. È questo il processo.

Costruire una comunità di pratica interstile

Se nella tua palestra non ci sono incontri interstile regolari, il consiglio pratico è iniziare. Non serve una struttura complessa. Puoi invitare un judoka locale a una lezione aperta. Puoi contattare il club di lotta della tua città. La maggior parte dei praticanti sarà entusiasta di provare qualcosa di diverso.

Nel mio percorso, gli incontri interstile hanno trasformato completamente il modo in cui insegno. I miei studenti imparano il jiu jitsu come linguaggio vivo, non come sistema chiuso. Questo li rende più creativi, più adattabili, più confidents nel loro approccio.

La gestione dello stress migliora naturalmente. Quando sai di poter affrontare stili diversi, quando sai che il fallimento in un approccio non significa fallimento totale, la tua sicurezza personale cresce. È una conseguenza diretta dell’esposizione a contesti diversi.

Gli incontri interstile non sono per chi vuole rimanere in una zona di comfort. Sono per chi riconosce che il vero sviluppo marziale viene dall’apertura mentale. Nel Jujitsu brasiliano moderno, questo concetto sta diventando sempre più importante. Le competizioni internazionali stanno attraendo praticanti da discipline completamente diverse, e i risultati migliori spesso vengono da chi ha una base ibrida.

Inizia oggi. Trova un judoka. Invita un lottatore. Crea lo spazio per questo tipo di pratica. Quello che imparerai sul tatami cambierà il tuo jiu jitsu e, soprattutto, cambierà te come persona.

Giuseppe Lari

Giuseppe è stato istruttore di judo prima di scoprire la passione per il jiu jitsu nel tempo libero. Ha frequentato seminari internazionali e ama raccontare casi di studio su come le arti marziali migliorano la fiducia personale e la gestione dello stress.

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