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Quali attrezzature servono agli eventi di jiu jitsu? Tutto il necessario per arrivare preparato

📅 19 Agosto 2026✍️ di Giuseppe Lari⏱️ 6 min di lettura

Nel jiu jitsu chi arriva preparato si vede ancora prima di salire sul tatami. Da ex istruttore di judo e praticante appassionato, ho imparato che agli eventi vince non solo chi finalizza, ma anche chi gestisce bene dettagli e attrezzature. In questa guida metto in ordine cosa serve davvero a atleti, coach e organizzatori per evitare intoppi e concentrarsi sul combattimento.

Per l’atleta: il borsone intelligente

La differenza tra una gara serena e una corsa all’ultimo minuto spesso sta in cosa metti nel borsone il giorno prima. Io preparo sempre una checklist e controllo tutto la sera precedente: toglie ansia e fa risparmiare energie mentali.

  • Gi da gara e cintura in ordine, più un ricambio leggero
  • Completo no-gi: rashguard a maniche corte e lunghe, pantaloncini regolamentari
  • Paradenti modellato, ginocchiere sottili, eventuale cavigliera
  • Nastro, cerotti sterili, disinfettante tascabile
  • Asciugamano piccolo e uno grande, infradito, sacchetti per indumenti bagnati
  • Borraccia da 1 litro, snack facili da digerire, sali se necessari
  • Documento di identità e tessera federale dove richiesta

Mi è capitato di recente di aiutare un giovane cintura blu che aveva tutto tranne il paradenti. Poco dopo, nella semifinale, un colpo involontario gli ha fatto mordere il labbro: niente di grave, ma sanguinamento e pausa forzata. Un paradenti sagomato bene costa poco e vale oro.

Abbigliamento, protezioni e igiene

Per chi fa gi, controllo sempre tre punti: misure del kimono, pulizia, integrità. Troppe squalifiche nascono da pantaloni troppo corti, gi manica oversize o loghi non ammessi. Le linee guida più diffuse si rifanno alla International Brazilian Jiu-Jitsu Federation. Portare un gi di riserva più leggero aiuta anche a gestire la pesatura.

Nel no-gi uso rashguard a compressione, meglio con colori che identifichino grado quando richiesto. I pantaloncini devono chiudersi bene e non avere parti rigide o cerniere esposte. Le ginocchiere sottili proteggono durante sprawl e passaggi; evito modelli voluminosi che scivolano o intralciano.

Sull’igiene sono intransigente: un asciugamano per il sudore e uno per il corpo, infradito in spogliatoio, deodorante, salviette antibatteriche per piccole abrasioni. Gli arbitri sono sempre più attenti a unghie corte e pulizia del kimono. Essere impeccabili dà una prima impressione professionale e riduce il rischio di infezioni cutanee.

Errore tipico da evitare: usare nastro colorato su dita e caviglie senza controllo. In alcune competizioni il nastro deve essere neutro e applicato in modo da non offrire presa. Meglio testare la fasciatura in allenamento la settimana prima.

Documenti, pesatura e controlli

Mi porto sempre dietro un raccoglitore sottile con documento, ricevuta di iscrizione e, quando richiesto, certificato medico agonistico. Sembra pignoleria, ma quando la coda si allunga e lo speaker chiama le categorie, avere tutto in mano fa la differenza.

Per la pesatura mi regolo così: peso di riferimento al mattino su bilancia affidabile, margine di sicurezza di 500 grammi, e un gi leggero pronto se serve. Ho visto troppi atleti tagliare liquidi fino all’ultimo, arrivare scarichi e finire la gara senza energia. Meglio programmare la categoria sulla base del peso che si tiene nelle quattro settimane precedenti.

Ricordo anche che i regolamenti parlano chiaro su anti doping. Anche se nel jiu jitsu amatoriale i controlli non sono ovunque, le principali organizzazioni si rifanno agli standard della World Anti-Doping Agency. Integratori contaminati e farmaci senza prescrizione possono creare guai seri. In caso di terapia, portate ricetta e dichiarazione.

Un lettore mi ha chiesto come gestire gli orari. Risposta pratica: arrivare almeno 90 minuti prima del proprio bracket, fare check-in immediato, controllare tabelloni e, se possibile, vedere due incontri della propria categoria per capire ritmo e criteri degli arbitri. Sul posto, tenete il telefono in modalità risparmio e salvate offline il programma gara: i palazzetti spesso hanno rete interna ballerina.

Coach e team: comunicazione e strumenti

Come coach, porto sempre un cronometro con allarme silenzioso, un blocco note con piani per ogni atleta e una lista rapida di richiami tecnici per singole situazioni. Non urlate schemi complessi a bordo tatami: due parole chiave chiare, ripetute al momento giusto, valgono più di un discorso.

Powerbank carico, penna, nastro per etichettare borracce e sacche. Un marsupio leggero per muoversi tra aree, e cuffie per far isolare l’atleta 10 minuti prima dell’ingresso. Se siete in molti, nominate un referente di pool che segua tabelloni e un referente all’area riscaldamento. Così l’atleta non si perde un turno mentre si scalda.

Errore tipico: riunione tecnica troppo lunga il giorno gara. Meglio fare debriefing la sera prima e lasciare al mattino solo ripassi rapidi e attivazione.

Organizzatori: tatami, sicurezza e flusso

Quando supporto gli eventi, parto da tre pilastri: qualità del tappeto, sicurezza sanitaria, chiarezza del flusso. Tappeti densi e ben ancorati riducono infortuni e slittamenti. Serve una fascia di sicurezza libera attorno all’area gara e percorsi separati per atleti e pubblico.

  • Kit medico visibile: ghiaccio istantaneo, bende, disinfettanti, collari morbidi, sedia a ruote, barella pieghevole
  • Defibrillatore semiautomatico con personale formato
  • Stazione di pulizia: mop, soluzione disinfettante, panni numerati per area
  • Audio chiaro e tabelloni leggibili da ogni lato
  • Wi-Fi dedicata staff, stampante per bracket, presa multipla e cavi di riserva

Un caso recente: in un open regionale, un solo mop gestiva quattro tatami. A metà giornata i tempi di pulizia hanno rallentato l’evento. La soluzione è semplice: un kit completo per area e un addetto fisso con cambio panni programmato ogni blocco di categorie.

Nelle gare che seguono gli standard della International Brazilian Jiu-Jitsu Federation, raccomando briefing scritto per arbitri e staff con procedure su richiami, challenge e gestione infortuni. La comunicazione standardizzata evita interpretazioni personali.

Ultimo dettaglio che fa la differenza: corridoi di riscaldamento con timer a parete e segnaletica chiara. Atleti meno stressati, ingressi più puntuali.

Errori comuni da evitare

Arrivare con gi nuovo non lavato. Rilascia pelucchi, può stingere e spesso restringe alla prima sudata. Lavaggio e prova in allenamento sono obbligatori.

Taglio peso improvvisato negli ultimi tre giorni. Pianificate con il coach un margine settimanale e non inseguite la categoria inferiore se non siete pronti.

Affidarsi al telefono per tutto. Batteria a metà giornata è la norma: stampate orari chiave o scriveteli su un biglietto.

Coach che cambiano piano tra un match e l’altro. Se avete definito le priorità tecniche, restate coerenti; il cervello sotto stress regge poche variabili.

Organizzatori senza piano B per luci e audio. Un microfono di riserva e una cassa portatile possono salvare la giornata quando salta l’impianto principale.

Checklist finale e consiglio da campo

La sera prima, appoggio tutto a vista: borsone aperto, gi piegato, documenti, borraccia piena in frigo. Metto l’orologio 30 minuti prima del necessario e preparo snack che conosco già in allenamento. L’obiettivo è arrivare al palazzetto con la testa vuota di micro problemi.

Il jiu jitsu premia chi sa scegliere. Partite dall’essenziale, testate l’attrezzatura in palestra, anticipate gli imprevisti. Così, quando l’arbitro chiama tempo, resta una sola cosa da fare: imporre il vostro gioco.

Giuseppe Lari

Giuseppe è stato istruttore di judo prima di scoprire la passione per il jiu jitsu nel tempo libero. Ha frequentato seminari internazionali e ama raccontare casi di studio su come le arti marziali migliorano la fiducia personale e la gestione dello stress.

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