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Sequenza di stretching per il dopo allenamento di jiu jitsu: la routine che favorisce il recupero

📅 18 Agosto 2026✍️ di Tommaso Lizzari⏱️ 3 min di lettura

Perché lo stretching post-allenamento è fondamentale

Dopo un’intensa sessione di jiu jitsu, il tuo corpo ha accumulato tensione muscolare e il sistema nervoso rimane ancora attivato. Lo stretching non è un optional: è la fase cruciale che accelera il recupero, riduce i dolori muscolari tardivi e previene infortuni. Una routine strutturata di 10-15 minuti può fare la differenza tra un recupero completo e giorni di rigidità articolare.

La maggior parte dei praticanti sottovaluta questa fase. Si cambiano e se ne vanno. Sbagliato. Il stretching passivo post-allenamento abbassa la frequenza cardiaca, riduce il cortisolo e attiva il sistema parasimpatico. In altre parole: il tuo corpo smette di essere in modalità “combattimento” e inizia a ripararsi.

La routine di stretching efficace: ordine e tempi

Inizia sempre dai muscoli più affaticati. Nel jiu jitsu significa: gambe, fianchi, spalla. Mantieni ogni posizione per 30-45 secondi. Non rimbalzare. Lo stretching statico post-allenamento deve essere controllato e profondo, non ballistico come il riscaldamento iniziale.

Sequenza consigliata:

Piriforme: seduto, una gamba distesa, l’altra flessa con il piede oltre il ginocchio opposto. Afferra la coscia e tira verso il petto. Cruciale per i dolori all’anca.

Quadricipite: in piedi, afferra una caviglia dietro la schiena. Spingi il bacino in avanti. Mantieni la posizione ferma, respira profondamente.

Flessore dell’anca: posizione del guerriero inverso, concentrati sulla spinta del bacino. Spesso trascurato, ma è dove accumuli tensione negli armlock.

Schiena e Sistema nervoso centrale|paravertebrali: seduto, piedi uniti davanti, piega il busto in avanti lentamente. Non forzare. Se hai hyperextension frequente in rolling, dedica più tempo qui.

Spalla e petto: incrocia un braccio davanti al petto, afferra il gomito. Tira gentilmente. Fondamentale dopo il lavoro di submission in stile gi.

Polsi: rotazioni lente, poi stretching passivo con l’altro braccio. Sottovalutato ma essenziale per chi pratica grip strength.

Strumenti moderni e sostenibili per lo stretching

Non serve attrezzatura costosa. Un tappetino e il tuo peso corporeo bastano. Ma alcuni accessori migliorano davvero la qualità della routine.

I roller in schiuma naturale sono efficaci per l’auto-massaggio pre-stretching. Scegli prodotti realizzati con materiali biodegradabili: il jiu jitsu è un percorso di consapevolezza, estendilo anche al consumo. Un buon foam roller eco-friendly costa come uno tradizionale ma riduce l’impronta ecologica.

Le fasce elastiche resistive permettono uno stretching attivo-passivo più profondo. Utili soprattutto per chi ha limitazioni di mobilità. Investire in versioni di qualità, fatte con gomma naturale, significa durabilità e minore impatto ambientale.

Una coperta o un cuscino sotto il bacino durante lo stretching del piriforme cambia completamente l’efficacia della posizione. Dettagli che fanno la differenza.

Errori da evitare: quando lo stretching fa danni

Non stretchiare muscoli già infortunati. Se hai una strappo, il Protocollo RICE|protocollo RICE ha priorità. Lo stretching aggravera l’infiammazione.

Non forzare mai il range of motion. Il jiu jitsu già mette stress articolare estremo. Lo stretching deve essere rilassante, non una competizione con te stesso.

Non saltare il riscaldamento muscolare leggero. Camminare due minuti aumenta la temperatura corporea e rende il muscolo più ricettivo allo stretching.

Non dedicare lo stesso tempo a tutti i muscoli. Identifica le tue zone critiche. Chi ha dolore al collo post-allenamento deve dare priorità al trapezio. Chi soffre di gomito del tennista deve soffermarsi sugli estensori dell’avambraccio.

Coerenza: il vero fattore critico

Una routine perfetta fatta una volta non serve. Cinque minuti di stretching consapevole dopo ogni sessione, per tre mesi, cambia il tuo corpo in modo visibile.

Il recupero non è glamour. Non genera contenuti virali né badge di merito. Ma è la differenza tra chi progredisce nel jiu jitsu e chi si ferma per infortuni prevenibili.

Tommaso Lizzari

Tommaso ha avviato una start-up che realizza accessori eco-sostenibili per la pratica del jiu jitsu. Grazie alla sua esperienza come atleta in tornei regionali, scrive di attualità e materiali tecnici, aiutando i lettori a scegliere il meglio per l’allenamento.

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